sabato 28 gennaio 2012

IMBOLC



I primi tiepidi raggi di sole brillano sul bianco manto ghiacciato della neve,
facendo risplendere su di essa una miriade di lucine dalle infinite sfaccettature iridescenti;così che quella bianca e candida distesa sembra risplendere di luce propria,ricoperta da mille cristalli luminosi che spargono tutto intorno la magia del loro scintillìo adamantino.



Nel lungo e freddo Inverno la Vecchina dalle mani e dal volto segnato e rugoso
ci ha portati per mano lungo il suo Buio Sentiero, che discende scosceso nelle viscere profonde della Terra,
Conducendoci nella sua buia Grotta,Ventre Materno Umido e Fecondo,dove bolle e ribolle Incessantemente il suo mistico Calderone di Vita,Morte e Rinascita.
Ma ora la Ruota sta nuovamente girando:e' tornato il tempo di Imbolc




La Terra e' ancora ghiacciata,l'aria e' ancora fredda,i giorni bui e corti.
Nel Focolare arde il Fuoco caldo e scoppiettante e nelle case bruciano bianche candele,che con la loro calda luce soffusa salutano l'argentea falce lunare.
Siamo nel mezzo dell'Inverno ma qualcosa sta cambiando....piano piano,impercettibilmente...




La Vecchina cede il suo posto alla Fanciulla,Bianca Vergine,
splendente Dea delle Sacre Acque,
Colei che veglia sul Sacro Fuoco e detiene i segreti del ciclo e del mutamento.
Giunti al punto piu' basso della Discesa inizia la Risalita,
e proprio nel mezzo del Buio piu' profondo nascono la nuova vita e la nuova luce.




E' giunto il tempo di riemergere,e' giunto il tempo di lasciare la nostra buia Tana.
Come gli animali del Bosco,che risvegliati dalla nuova brezza frizzante che si percepisce nell'aria,
lasciano il loro rifugio che e’ stato riparo e conforto nel freddo invernale,per riemergere nuovi e rigenerati.




Le Driadi,le Fate e gli Spiriti della Natura si risvegliano dal loro riposo sognante,facendo nascere le prime piccole e tenere gemme sui rami ancora spogli, mentre sotto la tiepida coperta ristoratrice della Terra,il piccolo seme giace nel buio umido.
Ma una nuova Energia già si sta muovendo,il calore dei primi raggi di
Sole giunge fino a lui, e una nuova scintilla di vita vibra nel profondo risvegliando nuove Forze .




Pian piano questo piccolo semino cresce e germoglia,mettendo piccole radici e nuove foglie,facendosi strada nella dura terra,fino a sbocciare in uno splendido,bianco,puro e profumato Fiore.




Un candido Bucaneve,che solo spicca su quel manto innevato, come un raro e prezioso Gioiello,che la Terra indossa, facendoci sussultare di stupore e di incanto,alla Magia della Nuova Vita e della nuova Luce,
che possono nascere solo dopo il buio e l'oscurità.
Antica e primordiale Magia che sempre è , e sempre si rinnova in un perpetuo ciclo di naturale perfezione.
Magia e Incanto che solo chi ha conservato un Cuore puro e un Anima Fanciulla puo' ancora ritrovare.




Immagini dal web.
Testo scritto da Syama.
Vietata la riproduzione anche parziale senza il permesso scritto dell'autrice.

venerdì 20 gennaio 2012

Ecco qui il mio ultimo ricamo appena finito,non e' carino??!!!




Ho trovato il mini schemino free della volpe sul web poi il resto l'ho
inventato io lasciando il via libera all'immaginazione .E' un piccolo
prato fiorito con un bel funghetto,la Luna piena che splende nel cielo
(lo so che sembra un po' un sole...ma ,almeno nel mio intento,e' la Luna!!!)
e tante piccole lucine e stelline!!
Un scena che rievoca un po' quell'atmosfera magica e fiabesca
delle favole d'Infazia...
Lo schemino e' piccolo piccolo quindi ci ho messo veramente poco a farlo,
e poi avevo in casa questa graziosa piccola cornicetta rotonda che aspettava
di essere riempita,e devo dore che e' propio perfetta per questo ricamino.
Sono propio sofddisfatta!!
Il prossimo progetto e' un poco piu' impegnativo,ma non troppo
ma non vedo l'ora di iniziare a farlo.
Si tratta della Ruota di Hecate,un simbolo molto antico,legato a questa Dea
altrettanto antica questa Ruotarappresenta un labirinto,carico di significato e simbolismi.Eccolo qui



vi terro' aggiornati!a presto.

mercoledì 18 gennaio 2012

La voce dell'antica Madre

Oggi vi voglio parlare di un libro magico e molto speciale ,come del resto tutti quella di questa casa Editrice,cioe' la Terra di Mezzo Edizioni.
Il libro in questione e' la Voce dell'Antica Madre
e qui sotto vi riporto cio' che e' scritto nel sito della casa Editrice
www.edizionidellaterradimezzo.it




La voce dell’antica Madre
E dei modi per cercare di poterla ancora udire
di Ada d'Ariès


Secondo alcuni studiosi del Mito vi fu un tempo in cui la religiosità delle genti fu rivolta sopratutto all’aspetto femminile della divinità.
Quel lontanissimo periodo fu denominato età della Madre o era dell’Argento.
Si può supporre che in quel tempo esistettero delle sacerdotesse che praticavano dei culti che avevano lo scopo di creare tra le donne, e la Dea primigenia alla quale esse si rivolgevano, una tale sintonia da fare in modo che alcune di esse potessero divenire sempre più simili a Lei fino a diventarne il riflesso e la manifestazione nel mondo.


Del resto nei tempi antichi era ben contemplata la possibilità di farsi talmente simili agli Dei da entrare a far parte della loro dimensione. Ma se questa possibilità fu cantata e descritta in numerosi poemi epici arcaici di molte parti del mondo con riferimento ad un uomo, ben pochi spunti di un’analoga trasformazione femminile possono essere trovati nell’antica letteratura. Forse le donne quando intraprendono tale trasformazione, quando iniziano il viaggio che può portare a fondersi con l’antica Dea Madre, preferiscono farlo con maggior riservatezza, operando con più discrezione e silenzio degli uomini.
E sicuramente, anche se esistono ben poche fonti che ne parlino, si può ritenere che il processo di iniziazione della donna, la sua integrazione nella Dea Madre sia avvenuto e forse, pur con molte maggiori difficoltà dei tempi antichi, potrebbe ancora avvenire.
È proprio della possibilità di una ricerca iniziatica femminile che tratta il presente libro.
In esso l’Autrice immagina che delle donne che sentono in sé la nostalgia degli antichi tempi della Madre, si rivolgano all’antica Dea ed instaurino con Essa un dialogo, durante il quale ricevono tutta una serie di consigli e di suggerimenti aventi lo scopo di aiutarle a diventare, malgrado i tempi, delle sue figlie.
A realizzare cioè in se stesse lo stesso stato di perenne armonia, di gioia e di naturale spontaneità, che caratterizzava le antiche sacerdotesse dell’antica Grande Madre.


Ecco anche alcuni branetti tratti dal Libro,sempre tratti dal sito

“Mi piace pensare che nei tempi antichi gli uomini e le donne si rivolgessero agli Dei e da loro ottenessero delle risposte …”

“Forse la Dea antica, la Grande Madre di tutto ciò che vive nel mondo, potrebbe ancora ascoltare chi si rivolge a Lei con parole amorose e sincere.”

“L’antica via delle Donne potrebbe forse essere trovata in luoghi solitari, nei boschi, nelle valli di montagna o sulla riva di qualche laghetto sperduto e poco frequentato.
O forse potrebbe essere trovata nell’interno di se stesse, in quel profondo femminile che, se non è stato leso, materializzato o irreparabilmente profanato, potrebbe ancora permettere di sentire l’eco dell’antica Madre.”


“E’ facile intuirMi nel profondo della foresta, nelle grotte ricamate di cristalli lucenti, nella vastità del mare azzurro, nei fiori dai mille colori, nella gioiosa semplicità degli animali selvaggi. Come essi voi siate sempre semplici e non reprimete i vostri buoni istinti naturali. Così facendo Mi rimarrete fedeli.”

“E se segretamente danzerete tra voi nelle radure dei boschi illuminati dalla Luna,
od in altri luoghi inaccessibili ai profani, Io danzerò con voi ed in voi, ed assieme a noi danzeranno forse gli antichi spiriti dei boschi che, nei tempi lontani della Madre, partecipavano sempre alle vostre gioiose e libere feste.”

“Ella è la Madre della sensibilità, della gioia, della serenità, della costanza, della socievolezza, della gaiezza e di ogni buon umore e nei tempi dei primordi fu Madre
degli Dei e delle Dee che queste ed altre virtù rappresentavano.”

mercoledì 4 gennaio 2012

GRANOLA!


Ecco qui la ricetta per farsi in casa la famosissima GRANOLA
ovvero ,come lo chiamiamo qui in Italia,il Musli per fare una super colazione
energetica ,gustosa e nutrientissima.
I mix che si trovano in commercio contengono quasi tutti olii idrogenati di palma o simili
e comunque e' molto piu' divertente e salutare farseli in casa da soli,
anche perche' e' veloce e il risultato e' sicuramente molto piu' buono,genuino e fresco!!!

Ecco gli ingredienti:


2 tazze di fiocchi d'avena
2 tazze di riso soffiato

1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai di miele
1 dl circa di acqua tiepida
2 cucchiai di olio di semi
2 cucchiai di cocco essicato
1 cucchiaio di scaglie di cioccolato

frutta secca e semini vari a piacere,
io ho usato in questo caso un mix di
mandorle,semi di zucca,uvetta,cranberries,noccioline e semi di girasole.


Si mischiano i fiocchi d'avena con il riso soffiato,il sale,la cannella, il cocco disidratato e tutti i semi vari
e la frutta secca scelti,dispononendoli in una teglia antiaderente da forno,
Si scioglie il miele nell'acqua tiepida e si aggiunge l'olio,dopodiche' si versa il tutto nella teglia,
mescolando bene e delicatamente,in modo che il composto si mischi in modo omogeneo con la parte secca.
A questo punto si inforna a 150 gradi mischiando ancora il tutto di tanto in tanto
finche' il liquido si e' completamente assorbito e il composto risulta ben asciutto e dorato.
Lasciare raffreddare e alla fine aggiungere le scaglie di cioccolato.
Naturalmente ci si puo' sbizzarirre con la fantasia e farli a nostro piacere con le spezie,la frurra secca,
e la frutta essicata che piu' ci piace.
Aggiungendo per esempio,vaniglia,polvere di cardamono,banane,mele essicate a pezzi,pinoli....
e tutto cio' che ci viene in mente...
Conservare la Granola in un bel vaso di vetro e Buona Colazione!!!

venerdì 30 dicembre 2011

SALI DA BAGNO AROMATICI

E' semplicissimo farsi a casa i sali da bagno aromatozziati nei piu' vari modi.
Quelli che ho fatto io sono adatti per l'inverno perche' hanno tutti ingredienti che "scaldano",che sono stimolanti ed energizzati:

250gr di sale
50gr di bicarbonato di sodio
buccia di un arancia
4 chiodi di garofano
4 semi di cardamomo

Il cardamomo e' una spezia orientale che si usa spesso nei dolci della cucina indiana (ma anche in molte preparazioni salate).Sono dei piccoli gusci bianchi o verdi,che si aprono e all'interno ci sono tanti piccoli semini neri,molto aromatici,che vanno polverezziati in un mortaio insieme ai chiodi di garofano.




Una volta resi in polvere i semini di cardamomo e i chiodi di garofano,si mettono in un frullatore insieme alla buccia di arancia,al sale e al bicarbonato.
Si frulla il tutto fino a che la buccia di arancia si polverizza completamente e il tutto rimane ben amalgamato e mischiato.
Semplicissimo no??A questo punto basta metterlo in un bel barattolo di vetro senza nessun problema,visto che il sale funge da conservante ...e non vi dico che profumo quando si apre il barattolo!!
Basta poi aggiungerne un cucchiaio all'acqua del bagno.Il bicarbonato di sodio poi e' un ottimo abbinamento con il sale ,perche' quest'ultimo tende a seccare un pochino la pelle,mentre il bicarbonato riequilibra quasta azione del sale con il suo effetto idratante ,che rende la pelle piu' morbida.

un altro barbatrucco per evitare che la pelle si secchi troppo quando si usano i sali da bagno, e' aggiungere all'acqua un poco di aceto,che ha lo stesso effetto idratante e riequilibrante del bicarbonato.

giovedì 29 dicembre 2011

FRAU HOLLE




Una vedova aveva due figlie. Una era bella e laboriosa, l'altra brutta e pigra. Ma la donna aveva molto più affetto per quella brutta e pigra perché era figlia sua, mentre l'altra era costretta a sbrigare tutte le faccende di casa come una serva, una cenerentola. Tutti i giorni la povera ragazza, seduta accanto al pozzo che c'era sulla via maestra, doveva filare, filare e filare fino a che le dita cominciavano a sanguinarle.

Un giorno successe che il fuso si era tutto imbrattato di sangue e la ragazza si spenzolò nel pozzo per sciacquarlo, ma il fuso le sfuggì di mano e cadde giù. La ragazza si mise a piangere, corse dalla matrigna e le raccontò la disgrazia che le era successa. Ma la donna la rimproverò aspramente e, senza muoversi a pietà, le disse: "Hai fatto cadere il fuso nel pozzo? Bene, e allora ritiralo fuori!". Così, la ragazza tornò al pozzo senza sapere cosa fare; angosciata com'era, non seppe trovare di meglio, per recuperare il fuso, che saltare lei stessa dentro al pozzo. Perse i sensi, e quando si ridestò e tornò in sé, si ritrovò in un bel prato dove il sole splendeva su mille e mille fiori colorati. Prese a camminare e arrivò a un forno pieno di pane; il pane gridava: "Oh, tirami fuori, tirami fuori, se no brucio. E' un bel pezzo che son cotto!". La ragazza si avvicinò e con la pala tirò fuori, uno per uno, tutti i pani. Poi riprese il cammino e arrivò vicino a un albero carico di mele; l'albero gridò: "Oh, scuotimi, scuotimi, noialtre mele siamo bell'e mature!" La ragazza scosse l'albero così che le mele caddero a pioggia, e continuò a scuoterlo finche' sulla pianta non rimase un solo frutto. Dopo aver raccolto tutte le mele in un bel mucchio, proseguì per la strada. Alla fine arrivò in vista di una casetta alla quale stava affacciata una vecchia. La ragazza si spaventò perché la donna aveva dei dentoni da non si dire, ma, mentre faceva l'atto di scappar via, la vecchia le rivolse la parola: "Perche' hai paura, bambina mia! Resta da me, se farai tutte le faccende di casa a puntino, ti troverai bene! Devi solo stare attenta a rifarmi il letto per bene e a sprimacciarlo a dovere, perche' le piume volino via e cada così la neve sulla terra. "Io sono Frau Holle".



Data la gentilezza con cui la vecchia le aveva parlato, la ragazza riprese coraggio, accettò la proposta e si mise al servizio della donna. Svolse tutti i lavori con piena soddisfazione della vecchia e il letto lo sprimacciava sempre con tale energia che le piume volavano all'intorno come fiocchi di neve. In cambio, stava bene in quella casa, mai una parola cattiva, e tutti i giorni in tavola non mancava né il lesso né l'arrosto. Era già un bel pezzo che la ragazza stava da Frau Holle, quando, a un certo punto, cominciò a sentirsi triste. All'inizio non sapeva neppure lei cosa le mancava, ma alla fine si rese conto di avere nostalgia di casa. Benché qui, da Frau Holle, stesse mille volte meglio che a casa sua, sentiva però nostalgia di tornarci. Ne parlò con la vecchia: "Mi è venuta nostalgia di casa, e anche se laggiù non sto bene come qui, non posso restare ancora; devo tornare dai miei". Frau Holle rispose: "Mi fa piacere che tu desideri tornare a casa, e poiché mi hai servito così fedelmente, ti voglio portare lassù io stessa". La prese per mano e la condusse davanti a un grande portone. Questo si aprì, e, appena la ragazza fu sotto la volta, cadde giù una scrosciante pioggia d'oro, e tutto quell'oro, che era davvero tanto, le restò attaccato addosso."E' giusto che tu lo abbia, perche' sei stata laboriosa", disse Frau Holle, riconsegnandole anche il fuso che le era caduto nel pozzo. In quel mentre il portone si richiuse e la ragazza si trovò lassù nel mondo, non distante dalla casa della madre. E quando arrivò nel cortile, il galletto che era appollaiato sul pozzo cominciò a cantare:

"Chicchirichì!
La nostra fanciulla tutta d'oro, eccola qui!"

Entrò in casa e, dato che era tutta coperta d'oro, ebbe una buona accoglienza dalla madre e dalla sorella. La ragazza raccontò tutto quello che le era capitato, e quando la madre sentì come le era arrivata tutta quella ricchezza, s'intese di procurare la stessa fortuna alla figlia brutta e pigra. Quest'ultima dovette mettersi accanto al pozzo a filare, e, per sporcare di sangue il fuso, si punse la mano infilandola fra i rovi. Poi gettò il fuso nell'acqua e ci saltò dentro anche lei. Come l'altra arrivò su un bel prato e imboccò il medesimo sentiero. Quando fu in prossimità del forno, ecco il pane che grida: "Oh, tirami fuori, tirami fuori, se no brucio! E' un bel pezzo che son cotto". Ma la pigra rispose: "Sì, avessi voglia di sporcarmi!" e tirò avanti. Subito dopo arrivò vicino al melo, che gridò: "Oh, scuotimi, scuotimi, noialtre mele siamo bell'e mature!". Ma lei rispose: "Ma che sei matto, me ne avesse a cascare una in capo!". E tirò dritto. Quando fu davanti alla casa di Frau Holle, non ebbe paura perché sapeva già dei dentoni, e subito si mise al suo servizio. Il primo giorno, facendo forza su se stessa, fu laboriosa ed eseguì tutto quello che Frau Holle le diceva di fare. Il secondo giorno, però, cominciò a bighellonare, e il terzo ancora di più e finì che la mattina non voleva neppure alzarsi. Non rifaceva neanche a dovere il letto di Frau Holle e non lo sprimacciava in modo che le piume volassero via. Tutto ciò non piacque alla vecchia che la licenziò. La pigra ne fu contenta perché pensava che adesso sarebbe stato il momento della pioggia d'oro. Frau Holle condusse anche lei al portone, ma, quando fu sotto la volta, al posto dell'oro, le si riversò addosso un paiolo di pece. "E' in ricompensa dei tuoi servigi", disse Frau Holle, e chiuse il portone. La pigra arrivò a casa, ma era coperta di pece, e il galletto sul pozzo, appena la vide, si mise a gridare:

"Chicchirichì,
la nostra fanciulla tutta sudicia, eccola qui!"

E la pece le restò attaccata addosso e non volle andarsene finché visse.

FIABA DEI FRATELLI GRIMM
(http://www.paroledautore.net/fiabe/classiche/grimm/holle.htm)

sabato 24 dicembre 2011

Terza settimana dell'Avvento - l'Angelo Bianco
La terza domenica, un angelo tutto bianco e luminoso discende verso la terra. Tiene nella sua mano destra un raggio di sole che possiede un potere meraviglioso. Va verso tutti gli esseri umani nel cui cuore l'angelo rosso aveva trovato dell'amore autentico e li tocca con il suo raggio di luce. Allora questa luce penetra nel cuore di questi uomini e si mette a rischiararli e a riscaldarli dall'interno.
Ed è come se il sole si accendesse nei loro occhi e discendesse nelle loro mani, nei loro piedi e in tutto il loro corpo. Persino i più poveri, i più umili fra gli uomini sono così trasformati e cominciano ad assomigliare agli angeli, perché hanno un po' d'amore puro nel loro cuore.
Ma non tutto il mondo vede questo angelo bianco. Solo gli angeli lo vedono e coloro i cui occhi sono stati illuminati dalla sua luce. È con questa luce negli occhi che si può vedere anche il piccolo Bambino che nasce nella mangiatoia.



L'Angelo Viola Malva - Quarta Domenica
L'ultima domenica prima di Natale un grande angelo con il mantello di un colore violetto molto delicato e caldo appare in cielo e sorvola tutta la terra. Tiene nella sua mano una grande lira. Suona con questa lira una musica molto dolce e canta un canto molto armonioso e chiaro. Ma per udirlo bisogna avere un cuore silenzioso e attento.
Egli canta il grande canto della Pace, il canto del Bambino Natale e del Regno di Dio che viene sulla terra. Moltissimi angioletti lo accompagnano e anch'essi cantano e giubilano nel cielo.
Allora tutti i semi che dormono nella terra si risvegliano e la terra stessa ascolta e trasale: il canto degli angeli le dice che Dio non la dimentica e che un giorno sarà di nuovo un Paradiso.

articolo tratto da Fior di Pesco Edizioni (distribuita da Editrice Antroposofica)